"Ecco non è troppo corta la mano del Signore da non poter salvare; né tanto duro è il suo orecchio, da non poter udire.
Ma le vostre iniquità hanno scavato un abisso fra voi e il
vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere il suo volto
così che non vi ascolta."
Ed è così che si immaginava Raffaello la Trasfigurazione: dove Cristo è cosa unica con il Padre (tra nube e figura di cristo non ci sono bordi) che lo avvolge di una "nube luminosa" e accanto a lui Mosè, che rappresenta il passato di Israele e Isaia, che ne rappresenta il futuro, la profezia della venuta del Salvatore.
E poi c'è l' "abisso" tra il Cristo trasfigurato e gli uomini che vivono nel loro peccato e non si accorgono che la profezia di Isaia si è compiuta.
Non nasconderci il tuo volto, o Signore, anche quando pretendiamo di orientarci ignorando la luce, nascondendola sotto ai tappetti ... della nostra coscienza.
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