lunedì 2 maggio 2011

Ecce Homo

Smarriti, annientati, abbandonati alle nostre sofferenze, alle nostre preoccupazioni. Quante volte ci sentiamo lasciati soli e ci viene da gridare: "Dove sei, Dio? Dove sei ora che ho bisogno di te?".
Inquieta l'angoscia che ci penetra dentro quando temiamo che anche Dio ci abbia abbandonati. Per chi invece non crede, questa mancata risposta di Dio è la prova di essere nel giusto, lo convince che non esiste nessuna entità suprema creatrice, ma non gli è di conforto per la sua pena.
Quante persone perdono la loro fede in questi momenti, e quanti dubitano di ciò che fino a prima era per loro limpito e chiaro.
Ma perchè sentirci rifiutati da Cristo quando è proprio la sofferenza che ci avvicina talmente tanto a Lui da condividerne il peso della croce? Lui che è stato colpito, schernito, che ha sopportato ogni tipo di dolore fisico e ogni tipo di ingiuria, che è morto appeso ad una croce abbandonato da tutti, anche dai suoi amici e discepoli, è lui l'Uomo. E' in Lui che il sofferente trova rifugio, in lui trova il conforto di un fratello che ha vissuto gli stessi patimenti e molti di più. E' in Lui che possiamo ritrovare la speranza di essere guariti e liberati nella risurrezione.
Ecce Homo, Ecco il Dio che è diventato uomo in tutto: non ha rifiutato la sua croce ma se l'è caricata in spalla. Ecco il Dio che vive immerso nell'umanità condividendone le sofferenze, che conosce le nostre debolezze e le nostre paure, ma non ci lascia camminare soli.

Donaci o Signore di vivere sempre le nostre sofferenze con la consapevolezza di partecipare alla tua passione. Tienici saldi nella fede anche nel momento della prova.

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