sabato 24 dicembre 2011

Un assoluto bisogno di questo Natale

Oh Signore, abbiamo assoluto bisogno di questo Natale. Abbiamo bisogno di una gioia nuova che spazzi via le nostre lacrime dal volto, che ci ridia speranza nella difficoltà dovuta alla mancanza di lavoro, alla salute di un nostro caro, alla povertà che ci spaventa, all'aridità della solitudine.
Abbiamo bisogno di questo Natale, perchè sarà diverso dagli altri, i giornali ci dicono che sarà un Natale con meno regali, con meno cenoni e con più preoccupazioni, ma cosa importa? Tu non sei venuto al mondo tra vetrine lussuose, ville e banchetti, ma sei entrato in punta dei piedi nella storia del mondo e hai portato la rivoluzione: hai detto che beati sono i poveri, i sofferenti e i perseguitati perchè sono i più vicini al tuo cuore. I ricchi hanno già la loro ricompensa, tu sei venuto per portare i tuoi doni  agli ultimi, a quelli che scansiamo, fragile tra i fragili, sofferente tra i derelitti della terra.
Questo Natale dev'essere il Natale della non paura, non c'è crisi che dovrebbe spaventarci se non quella di perdere la fede in Te.

martedì 6 dicembre 2011

Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi

SALMO 13
Lamento di un giusto nella prova

 
Fino a quando, Signore, continuerai a dimenticarmi?
Fino a quando mi nasconderai il tuo volto?
Fino a quando nell'anima mia proverò affanni, tristezza nel cuore ogni momento?
Fino a quando su di me trionferà il nemico?
Guarda, rispondimi, Signore mio Dio, conserva la luce ai miei occhi,
perché non mi sorprenda il sonno della morte, perché il mio nemico non dica: «L'ho vinto!» e non esultino i miei avversari quando vacillo. Nella tua misericordia ho confidato.
Gioisca il mio cuore nella tua salvezza e canti al Signore, che mi ha beneficato. 


Molte volte affrontiamo prove dure nella nostra vita, allora cambiamo strade, la religione ci nausea e pensiamo che o Dio c'è ma non si cura di noi o Dio non esite.
Viviamo in un periodo in cui la fiducia tra persone è vista come ingenuità, come mancanza di furbizia: non si fanno affari con la fiducia, si prendono solo rischi.
Mi sono preso un rischio grande con te, o Signore, perchè ti ho creduto e nonostante la mia giornata sia sempre dura e nonostante io alle volte mi senta abbandonato da te, io persisto. Ho fatto un investimento su di te, ti ho dato fiducia e se a volte sono io a dimenticarmi di te, allora siamo alla pari: tu con la tua misericordia, io con la mia fiducia.

domenica 4 dicembre 2011

L'anima mia come terra deserta


Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, egli ti preparerà la strada.
Voce di uno che grida nel deserto: preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri,
si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico
e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali.
Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo». 

C'è un deserto dentro me, dove la vita non trova terreno fertile per vivere, ma solo per seccare. Un deserto che non è fatto di silenzio, ma di voci, suoni, rumori, grida, parole, che ogni giorno mi attraversano e non mi lasciano godere di quel silenzio necessario ad ascoltare solo quella "voce di uno che grida" nel mio deserto.
Il deserto è morte, secchezza, indifferenza ma è anche terreno pronto a ricevere quanta più acqua possibile. Ho un deserto dentro ma posso prepararlo a ricevere l'acqua che lo riporti all'antico splendore di vita: l'acqua del battesimo e il fuoco dello Spirito faranno sì che nasca la vita e porti frutto.
Buona Domenica.

Non è troppo corta la mano del Signore

Dice Isaia nella sua immensa visione profetica:
 
"Ecco non è troppo corta la mano del Signore da non poter salvare; né tanto duro è il suo orecchio, da non poter udire.
Ma le vostre iniquità hanno scavato un abisso fra voi e il vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere il suo volto così che non vi ascolta."

Ed è così che si immaginava Raffaello la Trasfigurazione: dove Cristo è cosa unica con il Padre (tra nube e figura di cristo non ci sono bordi) che lo avvolge di una "nube luminosa" e accanto a lui Mosè, che rappresenta il passato di Israele e Isaia, che ne rappresenta il futuro, la profezia della venuta del Salvatore. 
E poi c'è l' "abisso" tra il Cristo trasfigurato e gli uomini che vivono nel loro peccato e non si accorgono che la profezia di Isaia si è compiuta.
Non nasconderci il tuo volto, o Signore, anche quando pretendiamo di orientarci ignorando la luce, nascondendola sotto ai tappetti ... della nostra coscienza.

mercoledì 30 novembre 2011

Ogni giorno

Ogni giorno, prima di iniziare a lavorare, mi fermo in una chiesa a pochi passi dall'ufficio, e prego di fronte al santissimo esposto per l'adorazione perpetua.
A volte mi chiedo se questo mio fermarmi sia diventata solo un'abitudine, mi chiedo se in questo gesto ci sia ancora quel desiderio di comunicare con Dio.
Vorrei poter dire di sentirmi più felice o più sereno dopo questo incontro giornaliero, in realtà la giornata scorre normale, con i miei problemi, il mio senso di fallimento, anche le mie piccole gioie. Non so, francamente, se questo contatto quotidiano con il volto di Dio mi renda un uomo migliore, ma so che questo darci un appuntamento è il nostro momento per svelarci le nostre fragilità: lui uomo della sofferenza e io con il mio essere uomo debole e fragile.

mercoledì 23 novembre 2011

Io cerco ...

Io cerco il tuo volto, oh Signore, lo cerco nella vita di ogni giorno.
Alla sera ho appena il tempo, prima di addormentarmi,
di chiederti di godere della vista del tuo volto,
di essere parte dei tuoi progetti,
di essere a tua immagine.
La notte mi accoglie,
pace e silenzio e
l'attesa di un
tuo sussurro

mercoledì 4 maggio 2011

Salmo 27

L'ultima parte del Salmo 27 è una supplica affinchè Dio permetta di godere della sua presenza. La preghiera ci chiede di affidarci completamente al Signore, il quale è nostro unico sostego, egli è la "via" comeci indicherà anche Cristo Gesù nei vangeli: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me" (Gv. 14:6).


Nel tuo nome parla il mio cuore:
“Cercate il mio volto”,
ed il tuo volto io ho cercato, Signore.
Tu non nascondere il tuo volto da me,
non respingere con ira il tuo servo.
Sei tu il mio aiuto, non lasciarmi,
non abbandonarmi, o Dio della mia salvezza.
Sì, se mio padre e mia madre mi hanno abbandonato,
il Signore mi raccoglie.
Insegnami,o Signore, la tua via,
e guidami per il sentiero della rettitudine
a causa dei miei oppressori.
Non espormi alla gola bramosa dei miei avversari,
perché sono sorti contro di me testimoni di falsità che aspirano alla violenza.
Ah!, se non credessi di vedere la bontà del Signore nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinfranchi il tuo cuore e speri nel Signore.

lunedì 2 maggio 2011

Ecce Homo

Smarriti, annientati, abbandonati alle nostre sofferenze, alle nostre preoccupazioni. Quante volte ci sentiamo lasciati soli e ci viene da gridare: "Dove sei, Dio? Dove sei ora che ho bisogno di te?".
Inquieta l'angoscia che ci penetra dentro quando temiamo che anche Dio ci abbia abbandonati. Per chi invece non crede, questa mancata risposta di Dio è la prova di essere nel giusto, lo convince che non esiste nessuna entità suprema creatrice, ma non gli è di conforto per la sua pena.
Quante persone perdono la loro fede in questi momenti, e quanti dubitano di ciò che fino a prima era per loro limpito e chiaro.
Ma perchè sentirci rifiutati da Cristo quando è proprio la sofferenza che ci avvicina talmente tanto a Lui da condividerne il peso della croce? Lui che è stato colpito, schernito, che ha sopportato ogni tipo di dolore fisico e ogni tipo di ingiuria, che è morto appeso ad una croce abbandonato da tutti, anche dai suoi amici e discepoli, è lui l'Uomo. E' in Lui che il sofferente trova rifugio, in lui trova il conforto di un fratello che ha vissuto gli stessi patimenti e molti di più. E' in Lui che possiamo ritrovare la speranza di essere guariti e liberati nella risurrezione.
Ecce Homo, Ecco il Dio che è diventato uomo in tutto: non ha rifiutato la sua croce ma se l'è caricata in spalla. Ecco il Dio che vive immerso nell'umanità condividendone le sofferenze, che conosce le nostre debolezze e le nostre paure, ma non ci lascia camminare soli.

Donaci o Signore di vivere sempre le nostre sofferenze con la consapevolezza di partecipare alla tua passione. Tienici saldi nella fede anche nel momento della prova.

domenica 1 maggio 2011

Perchè questo blog

Non sono un sacerdote, nè un perfetto cristiano, nè un maestro che sale in cattedra per moralizzare il suo prossimo. Sono un uomo normale, peccatore, con le proprie fragilità. E in un momento della mia vita non facile ho deciso di aprire questo canale di comunicazione ma anche di preghiera verso Colui che tanto mi ama da avermi donato la vita.

Ecco, dunque, che questo blog ha un titolo che vuole essere una invocazione "Signore Gesù, mostraci il tuo volto". Quante volte abbiamo chiesto a Dio di comparire nella nostra vita, di mostrarci la via, quante volte lo abbiamo invocato per chiedere di essere guariti o di ridare salute ai nostri conoscenti?
Allora questo blog sarà un modo per scoprire, anche con chi avrà voglia di leggermi, il vero volto di Dio.

Io spero di trovare una comunicazione con chi mi leggerà, per questo vi invito di scrivermi, non importa se siete atei, cristiani o di altre religioni: non importa chi voi siate, ma spero di potervi conoscere.
Ancor più contento sarò di conoscere persone che hanno bisogno di un po' di conforto e di certezza. A voi che siete confusi e stanchi, ammalati e depressi, spero di essere di aiuto e conforto. Insieme possiamo sopportare i dolori della vita, possiamo aiutarci per continuare il nostro viaggio.

Infine, non è un caso che questo blog apra il 1 maggio 2011, giorno della Beatificazione di Giovanni Paolo II, giorno della Divina Misericordia, giorno di San Giuseppe e giornata dedicata ai lavoratori.

Buon Viaggio!